A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Beppe Galli, agente Fifa e presidente di Assoagenti. Di seguito, un estratto dell’intervista.
Partiamo da questo mercato di Serie A. C’è questa notizia fortissima che vorrebbe Lorenzo Lucca già in partenza dal Napoli per accasarsi al Benfica. Quando un calciatore dopo sei mesi cambia già casacca, lo dobbiamo definire un fallimento?
“A volte un giocatore non si ambienta, i motivi possono essere tanti. Può sembrare uno smacco cambiare squadra dopo così poco tempo, ma a volte è necessario per ritrovarsi. Inoltre, a stagione in corso il mercato è anche più caro: a gennaio i prezzi si alzano del 15-20%. Fare mercato a gennaio è difficilissimo, perché chi compra lo fa per necessità e chi vende difficilmente si priva dei giocatori importanti. Se arriva una proposta equa, si valuta, altrimenti è complicato. Spesso più che scambi veri e propri sono cambi di maglia".
Come potrebbe accadere proprio in casa Napoli, con Lucca in uscita e Artem Dovbyk in entrata. Secondo lei questo cambio di casacca alzerebbe l’asticella del Napoli o resterebbe tutto invariato?
“Il Napoli sta facendo bene, sta disputando un ottimo campionato. Secondo me si tratta soprattutto di un’esigenza numerica, perché giocando più competizioni la squadra deve essere completa anche a livello di alternative. Non si sa mai cosa può succedere durante l’anno, tra infortuni e imprevisti. Le squadre che puntano in alto devono avere una panchina molto forte, a volte addirittura più dei titolari".
È cambiato l’allenatore al Manchester United. Due calciatori dei Red Devils erano in ottica italiana, Zirkzee verso la Roma e Mainoo verso il Napoli. Questo stravolgimento, secondo lei, potrebbe complicare i trasferimenti?
“Zirkzee non è una punta e se vogliamo definirlo tale secondo me sbagliamo. È un centrocampista offensivo, un giocatore di movimento che sa inserirsi, ma non lo vedo come un attaccante da 12-14 gol a campionato. È uno che fa giocare la squadra. Forse con un allenatore come Gasperini un attaccante mobile come lui potrebbe fare bene. Gasperini è uno degli allenatori più preparati che ci siano, quando chiede un giocatore sa esattamente cosa vuole. Non è facile accontentarlo, ma ha dimostrato di saper lavorare benissimo con il materiale che ha a disposizione, come ha fatto a Bergamo. Spesso non era convinto di certi giocatori e poi li ha valorizzati al massimo, permettendo all’Atalanta di venderli molto bene. Riesce sempre a tirare fuori il 100%".
Un ascoltatore le chiede se Raspadori tornerà in Italia e, se sì, potrebbe essere una pista ripercorribile per il Napoli?
“Se fossi in lui resterei in Spagna. Dipende sempre da come uno si ambienta, da come sta la famiglia, ci sono tanti aspetti da valutare. Oggi comunque è in una grande squadra, quindi la vedo difficile. Già le squadre fanno fatica a tenersi i propri giocatori, figurarsi andare a prendere quelli degli altri.”
Come sa, insieme al mio socio Luigi Lauro ho acquistato l’Ischia a novembre da Pino Taglialatela. Ci serve un attaccante, ce ne può portare uno che faccia la differenza?
“Ma io credo che Conte e De Laurentiis sappiano già cosa vogliono fare. Per quanto riguarda l’Ischia, so che c’è un mio caro amico che sta collaborando con la società, un ragazzo molto serio. Se avete bisogno di un attaccante, sicuramente può darvi una mano".
A Napoli in tanti stanno seguendo la notizia che vorrebbe Ademola Lookman già a gennaio al Napoli, in un mercato che dovrebbe chiudersi a saldo zero. Secondo lei è una pista percorribile?
“Lookman al Napoli è difficile, ma ci sono tante strade percorribili che non la rendono una trattativa impossibile. Ci sono tanti modi per fare una trattativa, quindi è difficile dirlo. Lookman è un giocatore molto forte, lo ha dimostrato anche di recente. Io mi esalto quando vedo certi atteggiamenti in campo: questi ragazzi dimostrano di tenerci davvero. Quando entri in campo, lo fai perché hai voglia di giocare, il denaro in quel momento non esiste. Poi ci sono giornate storte e giornate migliori, ma non è perché pensi ad altro. Ho quasi 68 anni e ho vissuto il calcio per una vita: la passione è quella che ti tiene in piedi. È importante anche spiegare ai genitori e ai ragazzi che una cosa è il procuratore, un’altra è l’intermediario, e che il percorso va fatto con equilibrio”.
di Redazione
06/01/2026 - 13:57
A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Beppe Galli, agente Fifa e presidente di Assoagenti. Di seguito, un estratto dell’intervista.
Partiamo da questo mercato di Serie A. C’è questa notizia fortissima che vorrebbe Lorenzo Lucca già in partenza dal Napoli per accasarsi al Benfica. Quando un calciatore dopo sei mesi cambia già casacca, lo dobbiamo definire un fallimento?
“A volte un giocatore non si ambienta, i motivi possono essere tanti. Può sembrare uno smacco cambiare squadra dopo così poco tempo, ma a volte è necessario per ritrovarsi. Inoltre, a stagione in corso il mercato è anche più caro: a gennaio i prezzi si alzano del 15-20%. Fare mercato a gennaio è difficilissimo, perché chi compra lo fa per necessità e chi vende difficilmente si priva dei giocatori importanti. Se arriva una proposta equa, si valuta, altrimenti è complicato. Spesso più che scambi veri e propri sono cambi di maglia".
Come potrebbe accadere proprio in casa Napoli, con Lucca in uscita e Artem Dovbyk in entrata. Secondo lei questo cambio di casacca alzerebbe l’asticella del Napoli o resterebbe tutto invariato?
“Il Napoli sta facendo bene, sta disputando un ottimo campionato. Secondo me si tratta soprattutto di un’esigenza numerica, perché giocando più competizioni la squadra deve essere completa anche a livello di alternative. Non si sa mai cosa può succedere durante l’anno, tra infortuni e imprevisti. Le squadre che puntano in alto devono avere una panchina molto forte, a volte addirittura più dei titolari".
È cambiato l’allenatore al Manchester United. Due calciatori dei Red Devils erano in ottica italiana, Zirkzee verso la Roma e Mainoo verso il Napoli. Questo stravolgimento, secondo lei, potrebbe complicare i trasferimenti?
“Zirkzee non è una punta e se vogliamo definirlo tale secondo me sbagliamo. È un centrocampista offensivo, un giocatore di movimento che sa inserirsi, ma non lo vedo come un attaccante da 12-14 gol a campionato. È uno che fa giocare la squadra. Forse con un allenatore come Gasperini un attaccante mobile come lui potrebbe fare bene. Gasperini è uno degli allenatori più preparati che ci siano, quando chiede un giocatore sa esattamente cosa vuole. Non è facile accontentarlo, ma ha dimostrato di saper lavorare benissimo con il materiale che ha a disposizione, come ha fatto a Bergamo. Spesso non era convinto di certi giocatori e poi li ha valorizzati al massimo, permettendo all’Atalanta di venderli molto bene. Riesce sempre a tirare fuori il 100%".
Un ascoltatore le chiede se Raspadori tornerà in Italia e, se sì, potrebbe essere una pista ripercorribile per il Napoli?
“Se fossi in lui resterei in Spagna. Dipende sempre da come uno si ambienta, da come sta la famiglia, ci sono tanti aspetti da valutare. Oggi comunque è in una grande squadra, quindi la vedo difficile. Già le squadre fanno fatica a tenersi i propri giocatori, figurarsi andare a prendere quelli degli altri.”
Come sa, insieme al mio socio Luigi Lauro ho acquistato l’Ischia a novembre da Pino Taglialatela. Ci serve un attaccante, ce ne può portare uno che faccia la differenza?
“Ma io credo che Conte e De Laurentiis sappiano già cosa vogliono fare. Per quanto riguarda l’Ischia, so che c’è un mio caro amico che sta collaborando con la società, un ragazzo molto serio. Se avete bisogno di un attaccante, sicuramente può darvi una mano".
A Napoli in tanti stanno seguendo la notizia che vorrebbe Ademola Lookman già a gennaio al Napoli, in un mercato che dovrebbe chiudersi a saldo zero. Secondo lei è una pista percorribile?
“Lookman al Napoli è difficile, ma ci sono tante strade percorribili che non la rendono una trattativa impossibile. Ci sono tanti modi per fare una trattativa, quindi è difficile dirlo. Lookman è un giocatore molto forte, lo ha dimostrato anche di recente. Io mi esalto quando vedo certi atteggiamenti in campo: questi ragazzi dimostrano di tenerci davvero. Quando entri in campo, lo fai perché hai voglia di giocare, il denaro in quel momento non esiste. Poi ci sono giornate storte e giornate migliori, ma non è perché pensi ad altro. Ho quasi 68 anni e ho vissuto il calcio per una vita: la passione è quella che ti tiene in piedi. È importante anche spiegare ai genitori e ai ragazzi che una cosa è il procuratore, un’altra è l’intermediario, e che il percorso va fatto con equilibrio”.