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GAZZETTA - Napoli modello di sana gestione finanziaria, ma il mercato è bloccato, il punto
22.01.2026 11:25 di Redazione
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La Gazzetta dello Sport si sofferma sulla situazione economico-finanziaria del Napoli, riconosciuto come modello di sana gestione e ora con il mercato bloccato. Ecco il punto del quotidiano: "Al 30 giugno 2025 il Napoli disponeva di una liquidità pari a 174 milioni e vantava un patrimonio netto positivo di 190 milioni. Frutto degli utili via via accantonati, in parte reinvestiti nella squadra e in parte rimasti in cassa. Il Napoli, applicando un fair play finanziario ante litteram, è stato un modello di sana gestione, invidiato dalla concorrenza nel momento in cui è riuscito a coniugare ai massimi livelli i risultati economici con quelli sportivi (due scudetti negli ultimi tre anni). Una società siffatta potrebbe mai avere il mercato bloccato a causa del bilancio? Domanda retorica. Eppure la realtà dice proprio questo. Da questa sessione di trasferimenti, infatti, fa fede l’indicatore del “costo del lavoro allargato”: le spese per la rosa (stipendi, ammortamenti, commissioni per gli agenti) non possono superare l’80% (poi il 70%) dei ricavi comprensivi del player trading. La norma della Figc mutua il principio Uefa della sostenibilità, ma a Nyon viene compiuta un’analisi “qualitativa” che tiene conto di diversi fattori. C’è poi un aspetto tecnico da considerare. Il Napoli, a differenza di quasi tutte le altre società, applica il criterio delle quote decrescenti per gli ammortamenti degli acquisti dei giocatori. La stortura è talmente lampante che il consiglio federale, a dicembre, ha corretto le Noif".

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GAZZETTA - Napoli modello di sana gestione finanziaria, ma il mercato è bloccato, il punto

di Redazione

22/01/2026 - 11:25

La Gazzetta dello Sport si sofferma sulla situazione economico-finanziaria del Napoli, riconosciuto come modello di sana gestione e ora con il mercato bloccato. Ecco il punto del quotidiano: "Al 30 giugno 2025 il Napoli disponeva di una liquidità pari a 174 milioni e vantava un patrimonio netto positivo di 190 milioni. Frutto degli utili via via accantonati, in parte reinvestiti nella squadra e in parte rimasti in cassa. Il Napoli, applicando un fair play finanziario ante litteram, è stato un modello di sana gestione, invidiato dalla concorrenza nel momento in cui è riuscito a coniugare ai massimi livelli i risultati economici con quelli sportivi (due scudetti negli ultimi tre anni). Una società siffatta potrebbe mai avere il mercato bloccato a causa del bilancio? Domanda retorica. Eppure la realtà dice proprio questo. Da questa sessione di trasferimenti, infatti, fa fede l’indicatore del “costo del lavoro allargato”: le spese per la rosa (stipendi, ammortamenti, commissioni per gli agenti) non possono superare l’80% (poi il 70%) dei ricavi comprensivi del player trading. La norma della Figc mutua il principio Uefa della sostenibilità, ma a Nyon viene compiuta un’analisi “qualitativa” che tiene conto di diversi fattori. C’è poi un aspetto tecnico da considerare. Il Napoli, a differenza di quasi tutte le altre società, applica il criterio delle quote decrescenti per gli ammortamenti degli acquisti dei giocatori. La stortura è talmente lampante che il consiglio federale, a dicembre, ha corretto le Noif".