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L'ANALISI - Anellucci: "Napoli in difficoltà sul mercato, paga alcune scelte del passato"
03.07.2026 14:13 di Redazione
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A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Claudio Anellucci, agente FIFA.

C'è stato questo rilancio improvviso e clamoroso dell'Atalanta per Mario Gila, con Cristiano Giuntoli che ieri è stato a Roma e ha incontrato la Lazio. Alla fine, dove andrà a giocare Mario Gila?

“Non so come siano messi in questo momento e non so cosa stiano costruendo. Credo però che il ragazzo meriti un'opportunità importante, perché è un giocatore di grande valore. È chiaro che la presenza di Maurizio Sarri possa rappresentare un fattore determinante: è un allenatore che lo conosce, sa come valorizzarlo e questo potrebbe incidere molto sulla sua scelta".

È chiaro che stiamo parlando di un profilo molto interessante. Se lei fosse ancora il procuratore di Mario Gila, gli consiglierebbe il progetto del Napoli o quello dell'Atalanta?

“Da procuratore gli consiglierei innanzitutto il progetto economicamente migliore, perché alla fine conta anche quello ed è inutile girarci intorno. Detto questo, un progetto tecnico può fare la differenza, soprattutto se vai a lavorare con un allenatore che ti ha voluto, ti conosce e sa come gestirti. Credo che questo possa spostare parecchio l'asticella".

Quindi, a parità di condizioni economiche, lei ritiene che il progetto ideale per lui sarebbe quello con Maurizio Sarri?

“Sì, questa potrebbe essere la valutazione di un ragazzo e di un calciatore. Naturalmente posso anche sbagliarmi, ma penso che il fatto di ritrovare Sarri rappresenti un valore aggiunto molto importante".

Guardando più in generale al mercato del Napoli, abbiamo capito che il club era arrivato per primo anche su Anass Salah-Eddine, ma poi non è riuscito a chiudere l'operazione. Possiamo dire che il Napoli stia pagando due anni di una gestione particolare dal punto di vista del calciomercato?

“Sì, direi che 'particolare' è il termine più corretto. È una gestione che non ha prodotto i risultati sperati. Alla lunga certe situazioni finiscono per pesare, soprattutto durante il mercato, perché alcuni rapporti con procuratori e intermediari possono incrinarsi e, quando poi torni a trattare determinati giocatori, certe cose non vengono dimenticate".

Quindi possiamo parlare di due anni di una gestione poco oculata? Anche perché sappiamo che il Napoli è una società che si autofinanzia e, quando viene meno il progetto del player trading, tutto diventa più complicato.

“Il termine 'poco oculata' non mi sento di associarlo al Napoli. È un'espressione che si può usare per altre società, ma non per il Napoli".

Per la Lazio il mercato in entrata è praticamente fermo e probabilmente si aspetta di cedere Mario Gila per finanziare le operazioni. Oltre a lui, vede altri calciatori in uscita?

“Al di là del mercato, oggi preferisco soffermarmi su un altro tema. Quella di ieri è stata una giornata molto particolare, una manifestazione di una bellezza e di un'unicità straordinarie. In un mondo in cui spesso le proteste degenerano, ieri abbiamo visto una straordinaria dimostrazione d'amore per una maglia. C'erano circa trentamila persone, tra donne, bambini, anziani e famiglie, tutte insieme in un clima di serenità e rispetto. È stata una giornata iniziata nel pomeriggio e conclusa in tarda serata senza alcun incidente. Credimi, è difficile vedere così tante persone unite esclusivamente dall'amore per la propria squadra e dalla richiesta di libertà. Una libertà che, in realtà, non dovrebbe nemmeno essere invocata. Oggi ritengo la situazione della Lazio aberrante. Al di là degli aspetti economici, chi fa il presidente di una società di calcio dovrebbe vivere questo ruolo con passione. In una città come Roma, il presidente della Lazio dovrebbe poter camminare serenamente tra la propria gente. Invece, da anni questa realtà è completamente diversa e questo è il segnale di una frattura ormai insanabile. Quando una tifoseria decide spontaneamente di non andare più allo stadio, di non rinnovare gli abbonamenti, di rinunciare perfino alla Pay TV e all'acquisto delle maglie, significa che si è arrivati a un punto di non ritorno. Anche la presentazione della nuova maglia è avvenuta in un clima surreale. Spero davvero che qualcuno riesca a trovare una soluzione, perché la situazione è diventata insostenibile".

Vorrei tornare su Anass Salah-Eddine, uno degli esterni destri più promettenti del momento, seguito da diversi club e accostato anche all'Inter. Crede che abbia le qualità per fare la differenza nel campionato italiano?

“Devo ancora valutarlo bene. Non mi basta qualche partita per esprimere un giudizio definitivo. Questi calciatori che esplodono improvvisamente e raggiungono valutazioni altissime mi lasciano sempre qualche dubbio. Bisogna seguirli con continuità e capire se riescono a confermarsi. Per questo, prima di sbilanciarmi, aspetterei ancora un po'".

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L'ANALISI - Anellucci: "Napoli in difficoltà sul mercato, paga alcune scelte del passato"

di Redazione

03/07/2026 - 14:13

A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Claudio Anellucci, agente FIFA.

C'è stato questo rilancio improvviso e clamoroso dell'Atalanta per Mario Gila, con Cristiano Giuntoli che ieri è stato a Roma e ha incontrato la Lazio. Alla fine, dove andrà a giocare Mario Gila?

“Non so come siano messi in questo momento e non so cosa stiano costruendo. Credo però che il ragazzo meriti un'opportunità importante, perché è un giocatore di grande valore. È chiaro che la presenza di Maurizio Sarri possa rappresentare un fattore determinante: è un allenatore che lo conosce, sa come valorizzarlo e questo potrebbe incidere molto sulla sua scelta".

È chiaro che stiamo parlando di un profilo molto interessante. Se lei fosse ancora il procuratore di Mario Gila, gli consiglierebbe il progetto del Napoli o quello dell'Atalanta?

“Da procuratore gli consiglierei innanzitutto il progetto economicamente migliore, perché alla fine conta anche quello ed è inutile girarci intorno. Detto questo, un progetto tecnico può fare la differenza, soprattutto se vai a lavorare con un allenatore che ti ha voluto, ti conosce e sa come gestirti. Credo che questo possa spostare parecchio l'asticella".

Quindi, a parità di condizioni economiche, lei ritiene che il progetto ideale per lui sarebbe quello con Maurizio Sarri?

“Sì, questa potrebbe essere la valutazione di un ragazzo e di un calciatore. Naturalmente posso anche sbagliarmi, ma penso che il fatto di ritrovare Sarri rappresenti un valore aggiunto molto importante".

Guardando più in generale al mercato del Napoli, abbiamo capito che il club era arrivato per primo anche su Anass Salah-Eddine, ma poi non è riuscito a chiudere l'operazione. Possiamo dire che il Napoli stia pagando due anni di una gestione particolare dal punto di vista del calciomercato?

“Sì, direi che 'particolare' è il termine più corretto. È una gestione che non ha prodotto i risultati sperati. Alla lunga certe situazioni finiscono per pesare, soprattutto durante il mercato, perché alcuni rapporti con procuratori e intermediari possono incrinarsi e, quando poi torni a trattare determinati giocatori, certe cose non vengono dimenticate".

Quindi possiamo parlare di due anni di una gestione poco oculata? Anche perché sappiamo che il Napoli è una società che si autofinanzia e, quando viene meno il progetto del player trading, tutto diventa più complicato.

“Il termine 'poco oculata' non mi sento di associarlo al Napoli. È un'espressione che si può usare per altre società, ma non per il Napoli".

Per la Lazio il mercato in entrata è praticamente fermo e probabilmente si aspetta di cedere Mario Gila per finanziare le operazioni. Oltre a lui, vede altri calciatori in uscita?

“Al di là del mercato, oggi preferisco soffermarmi su un altro tema. Quella di ieri è stata una giornata molto particolare, una manifestazione di una bellezza e di un'unicità straordinarie. In un mondo in cui spesso le proteste degenerano, ieri abbiamo visto una straordinaria dimostrazione d'amore per una maglia. C'erano circa trentamila persone, tra donne, bambini, anziani e famiglie, tutte insieme in un clima di serenità e rispetto. È stata una giornata iniziata nel pomeriggio e conclusa in tarda serata senza alcun incidente. Credimi, è difficile vedere così tante persone unite esclusivamente dall'amore per la propria squadra e dalla richiesta di libertà. Una libertà che, in realtà, non dovrebbe nemmeno essere invocata. Oggi ritengo la situazione della Lazio aberrante. Al di là degli aspetti economici, chi fa il presidente di una società di calcio dovrebbe vivere questo ruolo con passione. In una città come Roma, il presidente della Lazio dovrebbe poter camminare serenamente tra la propria gente. Invece, da anni questa realtà è completamente diversa e questo è il segnale di una frattura ormai insanabile. Quando una tifoseria decide spontaneamente di non andare più allo stadio, di non rinnovare gli abbonamenti, di rinunciare perfino alla Pay TV e all'acquisto delle maglie, significa che si è arrivati a un punto di non ritorno. Anche la presentazione della nuova maglia è avvenuta in un clima surreale. Spero davvero che qualcuno riesca a trovare una soluzione, perché la situazione è diventata insostenibile".

Vorrei tornare su Anass Salah-Eddine, uno degli esterni destri più promettenti del momento, seguito da diversi club e accostato anche all'Inter. Crede che abbia le qualità per fare la differenza nel campionato italiano?

“Devo ancora valutarlo bene. Non mi basta qualche partita per esprimere un giudizio definitivo. Questi calciatori che esplodono improvvisamente e raggiungono valutazioni altissime mi lasciano sempre qualche dubbio. Bisogna seguirli con continuità e capire se riescono a confermarsi. Per questo, prima di sbilanciarmi, aspetterei ancora un po'".