NAPOLI - Finalmente una risposta. Non la risposta definitiva, perché sarebbe prematuro parlare di svolta dopo una sola partita, ma certamente quella che serviva. Il Napoli, superando di cortomuso il Bologna al Maradona, ha interrotto la striscia di tre sconfitte consecutive tra campionato e Champions ritrovando soprattutto un po’ di serenità. Decisivo Lobotka, ma il vero protagonista della serata è stato Favasuli, autore di un assist splendido per l’inserimento dello slovacco.
E' nata una stella! Ed è proprio qui che va individuato uno degli aspetti più interessanti del match. Nel primo tempo il Napoli era apparso un po’ troppo opaco, prevedibile, contratto. Politano e Vergara non sono riusciti ad incidere come avrebbero potuto e la squadra ha faticato a trovare quella brillantezza necessaria per scardinare un Bologna ben organizzato.
Poi Allegri ha modificato il volto degli esterni d'attacco e, con gli ingressi di Favasuli e Lang, è cambiato il Napoli.
Non è un dettaglio. È un'indicazione importante, soprattutto per il ruolo di esterno alto a destra, oltre che all'occorrenza come terzino. Favasuli ha avuto l'impatto che spesso si chiede ad un giocatore che entra dalla panchina, anche se va detto che probabilmente merita già una maglia da titolare, considerando il livello di forma dei compagni: personalità, gamba, voglia di attaccare gli spazi e soprattutto quella giocata che ha spaccato la partita. L'assist per Lobotka è stato preciso, intelligente, perfetto per consentire al centrocampista slovacco di inserirsi e trovare il gol decisivo.
Favasuli è esploso. E questa è una notizia che va oltre il risultato. Perché quando una squadra attraversa un momento delicato, la scoperta di una risorsa nuova, di un giocatore bravo tecnicamente, che ringhia sulle caviglie degli avversari, riconquista palla e sa servire i compagni con precisione dentro l'area di rigore, può rappresentare linfa preziosa. Il suo ingresso ha dato energia, imprevedibilità e coraggio.
E poi Lang. Anche lui ha contribuito in maniera significativa a cambiare il volto offensivo degli azzurri. Più vivacità, più movimento, maggiore capacità di creare superiorità. Non è un caso che quesi due cambi di Allegri siano stati la chiave della vittoria.
Lobotka, invece, si è preso la copertina con un gol pesantissimo. Un inserimento da tuttocampista, come ormai viene naturale definirlo, e una rete che vale tre punti ma soprattutto vale ossigeno. Il Napoli ha chiuso con numeri che testimoniano una pressione importante sul Bologna: 15 tiri contro 5 e 10 calci d'angolo a zero, a conferma di una superiorità territoriale cresciuta soprattutto nella ripresa.
Ma guai a nascondere ciò che non ha funzionato.
Il primo tempo va analizzato. Troppa lentezza, poca brillantezza, idee non sempre limpide. Politano non è riuscito ad accendersi, Vergara non ha trovato continuità nell'iniziativa, lo stesso Gilmour non ha brillato. E proprio per questo la ripresa assume un valore ancora maggiore: il Napoli ha dimostrato di avere margini per cambiare una partita anche attraverso le sostituzioni.
C'è poi una considerazione sull'arbitraggio. Il calcio è cambiato, i tempi di gioco sono cambiati, e talvolta gli arbitri sembrano non essere ancora completamente al passo con questa evoluzione. La gestione di alcune situazioni da parte di Bonacina è sembrata eccessivamente distante dalla velocità con cui oggi si sviluppano le azioni. Non è questo, naturalmente, il motivo per cui il Napoli ha vinto, ma è una sensazione che resta.
Adesso, finalmente, si può lavorare con maggiore serenità.
Dopo tre sconfitte consecutive, il risultato era la priorità. Contava vincere. E il Napoli ha vinto. Senza subire gol, ritrovando compattezza e riportando entusiasmo all'interno di un gruppo che aveva inevitabilmente bisogno di una risposta.
Non significa che tutti i problemi siano risolti. Anzi. Il gioco va migliorato, le idee vanno sviluppate, le prestazioni devono crescere. Ma è molto più semplice farlo dopo una vittoria che dopo un'altra sconfitta. De Bruyne deve continuare ad essere la chiave essenziale che detta l'ultimo passaggio, ma a partire da Lucca bisogna dare molto di più. Hojlund, in precedenza, ha svolto un lavoro oscuro, sfiorando il gol con un rasoterra poco prima di lasciare il campo, ma occorre maggiore concretezza sotto porta. Bisogna pungere.
Allegri avrà adesso la possibilità di lavorare sui dettagli, recuperare giocatori, inserire definitivamente chi è arrivato da poco e soprattutto costruire un Napoli più continuo nell'arco dei novanta minuti, forte di una fase difensiva che sta dimostrando solidità con Rrahmani e Rafa Marin, ma anche con Di Lorenzo e Spinazzola.
La strada è ancora lunga, ma almeno è tornata la luce.
E quella luce ha avuto il volto di Favasuli, il piede di Lobotka e l'energia di Lang.
Napoli, ora si può ripartire.

di Redazione
14/09/2026 - 23:55
NAPOLI - Finalmente una risposta. Non la risposta definitiva, perché sarebbe prematuro parlare di svolta dopo una sola partita, ma certamente quella che serviva. Il Napoli, superando di cortomuso il Bologna al Maradona, ha interrotto la striscia di tre sconfitte consecutive tra campionato e Champions ritrovando soprattutto un po’ di serenità. Decisivo Lobotka, ma il vero protagonista della serata è stato Favasuli, autore di un assist splendido per l’inserimento dello slovacco.
E' nata una stella! Ed è proprio qui che va individuato uno degli aspetti più interessanti del match. Nel primo tempo il Napoli era apparso un po’ troppo opaco, prevedibile, contratto. Politano e Vergara non sono riusciti ad incidere come avrebbero potuto e la squadra ha faticato a trovare quella brillantezza necessaria per scardinare un Bologna ben organizzato.
Poi Allegri ha modificato il volto degli esterni d'attacco e, con gli ingressi di Favasuli e Lang, è cambiato il Napoli.
Non è un dettaglio. È un'indicazione importante, soprattutto per il ruolo di esterno alto a destra, oltre che all'occorrenza come terzino. Favasuli ha avuto l'impatto che spesso si chiede ad un giocatore che entra dalla panchina, anche se va detto che probabilmente merita già una maglia da titolare, considerando il livello di forma dei compagni: personalità, gamba, voglia di attaccare gli spazi e soprattutto quella giocata che ha spaccato la partita. L'assist per Lobotka è stato preciso, intelligente, perfetto per consentire al centrocampista slovacco di inserirsi e trovare il gol decisivo.
Favasuli è esploso. E questa è una notizia che va oltre il risultato. Perché quando una squadra attraversa un momento delicato, la scoperta di una risorsa nuova, di un giocatore bravo tecnicamente, che ringhia sulle caviglie degli avversari, riconquista palla e sa servire i compagni con precisione dentro l'area di rigore, può rappresentare linfa preziosa. Il suo ingresso ha dato energia, imprevedibilità e coraggio.
E poi Lang. Anche lui ha contribuito in maniera significativa a cambiare il volto offensivo degli azzurri. Più vivacità, più movimento, maggiore capacità di creare superiorità. Non è un caso che quesi due cambi di Allegri siano stati la chiave della vittoria.
Lobotka, invece, si è preso la copertina con un gol pesantissimo. Un inserimento da tuttocampista, come ormai viene naturale definirlo, e una rete che vale tre punti ma soprattutto vale ossigeno. Il Napoli ha chiuso con numeri che testimoniano una pressione importante sul Bologna: 15 tiri contro 5 e 10 calci d'angolo a zero, a conferma di una superiorità territoriale cresciuta soprattutto nella ripresa.
Ma guai a nascondere ciò che non ha funzionato.
Il primo tempo va analizzato. Troppa lentezza, poca brillantezza, idee non sempre limpide. Politano non è riuscito ad accendersi, Vergara non ha trovato continuità nell'iniziativa, lo stesso Gilmour non ha brillato. E proprio per questo la ripresa assume un valore ancora maggiore: il Napoli ha dimostrato di avere margini per cambiare una partita anche attraverso le sostituzioni.
C'è poi una considerazione sull'arbitraggio. Il calcio è cambiato, i tempi di gioco sono cambiati, e talvolta gli arbitri sembrano non essere ancora completamente al passo con questa evoluzione. La gestione di alcune situazioni da parte di Bonacina è sembrata eccessivamente distante dalla velocità con cui oggi si sviluppano le azioni. Non è questo, naturalmente, il motivo per cui il Napoli ha vinto, ma è una sensazione che resta.
Adesso, finalmente, si può lavorare con maggiore serenità.
Dopo tre sconfitte consecutive, il risultato era la priorità. Contava vincere. E il Napoli ha vinto. Senza subire gol, ritrovando compattezza e riportando entusiasmo all'interno di un gruppo che aveva inevitabilmente bisogno di una risposta.
Non significa che tutti i problemi siano risolti. Anzi. Il gioco va migliorato, le idee vanno sviluppate, le prestazioni devono crescere. Ma è molto più semplice farlo dopo una vittoria che dopo un'altra sconfitta. De Bruyne deve continuare ad essere la chiave essenziale che detta l'ultimo passaggio, ma a partire da Lucca bisogna dare molto di più. Hojlund, in precedenza, ha svolto un lavoro oscuro, sfiorando il gol con un rasoterra poco prima di lasciare il campo, ma occorre maggiore concretezza sotto porta. Bisogna pungere.
Allegri avrà adesso la possibilità di lavorare sui dettagli, recuperare giocatori, inserire definitivamente chi è arrivato da poco e soprattutto costruire un Napoli più continuo nell'arco dei novanta minuti, forte di una fase difensiva che sta dimostrando solidità con Rrahmani e Rafa Marin, ma anche con Di Lorenzo e Spinazzola.
La strada è ancora lunga, ma almeno è tornata la luce.
E quella luce ha avuto il volto di Favasuli, il piede di Lobotka e l'energia di Lang.
Napoli, ora si può ripartire.
