Mister Z
MR Z - Vorrei svegliarmi il primo settembre, ma c'è il calciomercato!
01.06.2016 10:00 di Redazione

NAPOLI - Vorrei addormentarmi oggi e svegliarmi il prossimo 1 settembre. Questo stillicidio di notizie, vere o false non si sa, questo tourbillon continuo di voci che si accavallano, si intersecano, fanno il giro del mondo partendo da una dichiarazione che in pochi minuti si amplifica, di gonfia a dismisura, si autoalimenta e si esalta sui social, insomma tutto questo gran casino che si rinnova ogni anno attorno al mercato del Napoli, non lo sopporto più. Il desiderio mio (e credo di poter dire della totalità dei tifosi azzurri) è quello di assistere una volta tanto nella vita ad un calciomercato repentino, asciutto, veloce, fatto di annunci secchi, talvolta inattesi, di sorprese gradite e, se serve, anche meno gradite, che abbiano lo scopo di mettere a posto la rosa in poco tempo, sicuramente prima che ci si ritrovi in ritiro, intorno al 10 del mese di luglio. L'acquisto di Tonelli è paradigmatico, in questo senso. E' arrivato all'improvviso, quando nessuno se lo aspettava, nella conferenza stampa successiva all'ultima partita di campionato. Da quel momento in poi, esattamente come accade tutti gli anni in una sorta di stanca liturgia che forse appassiona, ma che sicuramente non diverte nessuno, è stata una continua esplosione pirotecnica di nomi e cognomi. Se dovessimo mettere in fila tutti calciatori che in qualche modo sono stati avvicinati al Napoli da quando è finito è finito il campionato fino ad oggi, faremmo due volte il giro del mondo. In questo ginepraio di informazioni, in questa raffica di notizie vere o presunte, è difficile capire dove ci sia un minimo di attendibilità e dove non si tratti invece soltanto di panna montata. A questo caos generale si unisce poi la tradizionale, cronica difficoltà del Napoli nel chiudere rapidamente le trattative. Più di una volta, in passato, De Laurentiis, a questo proposito, ha fatto osservare come le difficoltà d'ingaggio di un calciatore dipendano da mille variabili: il gradimento tecnico, l'appeal della città, i capricci di mogli e fidanzate, la difficoltà a trovare scuole per gli eventuali figli. Questo è vero, senza dubbio. A volte, però, il Napoli non è stato veloce ed incisivo nel chiudere le trattative, probabilmente nell'illusione di poter risparmiare qualcosa, spesso rivelatasi fallace alla luce di quanto accaduto poi. De Laurentiis ha l'abitudine - corretta sul piano formale, ma che non è proprio il massimo dal punto di vista strategico - di mettersi d'accordo prima con la società di appartenenza del calciatore e poi con quest'ultimo. Sono tanti i casi in cui la stretta di mano tra presidenti si è rivelata tutto sommato facile, ma quando si è trattato di chiudersi in una stanza con il procuratore e/o con il calciatore in persona, le cose si sono maledettamente complicate. Volendo fare un riferimento diretto all'attualità, potrebbe essere proprio questo il caso di Vrsaljko. Con il Sassuolo, tutto ok. Con l'Udinese (nell'affare, a quanto si dice, sarebbe coinvolto anche Zapata che dovrebbe smettere la maglia bianconera dei friulani per indossare quella neroverde degli emiliani) idem. Poi si inserisce l'Atletico Madrid che, oltre al blasone onestamente superiore a quello del Napoli, offrirebbe anche un ingaggio più elevato, ed il lavoro si complica maledettamente. Insomma portarla per le lunghe non è mai un affare. Chiudere alla svelta, senza tanti calcoli e senza fare troppi complimenti, è l'unico modo sicuro per arrivare al bersaglio. Non ci resta che sperare che qualcosa accada e che accada anche presto. Altrimenti ci vuole la cura del sonno. Risvegliarsi il 1 settembre e chiedere intorno: che cosa è successo?

 

 

Mario Zaccaria

 

Napoli Magazine

 

Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte:www.napolimagazine.com

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di Napoli Magazine

01/06/2016 - 10:00

NAPOLI - Vorrei addormentarmi oggi e svegliarmi il prossimo 1 settembre. Questo stillicidio di notizie, vere o false non si sa, questo tourbillon continuo di voci che si accavallano, si intersecano, fanno il giro del mondo partendo da una dichiarazione che in pochi minuti si amplifica, di gonfia a dismisura, si autoalimenta e si esalta sui social, insomma tutto questo gran casino che si rinnova ogni anno attorno al mercato del Napoli, non lo sopporto più. Il desiderio mio (e credo di poter dire della totalità dei tifosi azzurri) è quello di assistere una volta tanto nella vita ad un calciomercato repentino, asciutto, veloce, fatto di annunci secchi, talvolta inattesi, di sorprese gradite e, se serve, anche meno gradite, che abbiano lo scopo di mettere a posto la rosa in poco tempo, sicuramente prima che ci si ritrovi in ritiro, intorno al 10 del mese di luglio. L'acquisto di Tonelli è paradigmatico, in questo senso. E' arrivato all'improvviso, quando nessuno se lo aspettava, nella conferenza stampa successiva all'ultima partita di campionato. Da quel momento in poi, esattamente come accade tutti gli anni in una sorta di stanca liturgia che forse appassiona, ma che sicuramente non diverte nessuno, è stata una continua esplosione pirotecnica di nomi e cognomi. Se dovessimo mettere in fila tutti calciatori che in qualche modo sono stati avvicinati al Napoli da quando è finito è finito il campionato fino ad oggi, faremmo due volte il giro del mondo. In questo ginepraio di informazioni, in questa raffica di notizie vere o presunte, è difficile capire dove ci sia un minimo di attendibilità e dove non si tratti invece soltanto di panna montata. A questo caos generale si unisce poi la tradizionale, cronica difficoltà del Napoli nel chiudere rapidamente le trattative. Più di una volta, in passato, De Laurentiis, a questo proposito, ha fatto osservare come le difficoltà d'ingaggio di un calciatore dipendano da mille variabili: il gradimento tecnico, l'appeal della città, i capricci di mogli e fidanzate, la difficoltà a trovare scuole per gli eventuali figli. Questo è vero, senza dubbio. A volte, però, il Napoli non è stato veloce ed incisivo nel chiudere le trattative, probabilmente nell'illusione di poter risparmiare qualcosa, spesso rivelatasi fallace alla luce di quanto accaduto poi. De Laurentiis ha l'abitudine - corretta sul piano formale, ma che non è proprio il massimo dal punto di vista strategico - di mettersi d'accordo prima con la società di appartenenza del calciatore e poi con quest'ultimo. Sono tanti i casi in cui la stretta di mano tra presidenti si è rivelata tutto sommato facile, ma quando si è trattato di chiudersi in una stanza con il procuratore e/o con il calciatore in persona, le cose si sono maledettamente complicate. Volendo fare un riferimento diretto all'attualità, potrebbe essere proprio questo il caso di Vrsaljko. Con il Sassuolo, tutto ok. Con l'Udinese (nell'affare, a quanto si dice, sarebbe coinvolto anche Zapata che dovrebbe smettere la maglia bianconera dei friulani per indossare quella neroverde degli emiliani) idem. Poi si inserisce l'Atletico Madrid che, oltre al blasone onestamente superiore a quello del Napoli, offrirebbe anche un ingaggio più elevato, ed il lavoro si complica maledettamente. Insomma portarla per le lunghe non è mai un affare. Chiudere alla svelta, senza tanti calcoli e senza fare troppi complimenti, è l'unico modo sicuro per arrivare al bersaglio. Non ci resta che sperare che qualcosa accada e che accada anche presto. Altrimenti ci vuole la cura del sonno. Risvegliarsi il 1 settembre e chiedere intorno: che cosa è successo?

 

 

Mario Zaccaria

 

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